La partita per il futuro delle telecomunicazioni in Italia è già aperta. Nel 2029 scadranno le licenze per l'uso del 73% delle frequenze destinate alla telefonia mobile e gli operatori hanno iniziato a prendere posizione in vista dell'appuntamento. In gioco ci sono le dinamiche della concorrenza e lo sviluppo di uno dei comparti più strategici. Mentre proseguono le consultazioni dell'Agcom, che contribuirà a definire il quadro regolatorio per la riassegnazione, entra nel vivo il dibattito sulle modalità da adottare, tra chi punta a preservare lo status quo e chi guarda a nuovi paradigmi.
In una conferenza stampa tenuta ieri a Milano, Iliad ha svelato le proprie carte proponendo un piano in quattro punti: aumento delle frequenze disponibili, adeguamento dei limiti elettromagnetici agli standard europei per una maggiore potenza del segnale, promozione degli investimenti nel 5G Standalone e rafforzamento della concorrenza. "Le decisioni di oggi avranno un impatto sulle reti dei prossimi quindici anni. Il modello attuale è poco lungimirante: serve una scelta diversa che stimoli gli investimenti nelle infrastrutture, anche attraverso obblighi di investimento a fronte di un'allocazione non onerosa o poco onerosa", ha dichiarato Benedetto Levi (in foto), amministratore delegato di Iliad. Da questa visione nasce il piano Più Veloci. L'azienda propone di ampliare la disponibilità di spettro, in modo coerente con i fabbisogni industriali e tecnologici, e si impegna ad accelerare la diffusione del 5G Standalone su scala nazionale, con l'obiettivo di coprire in due anni tutti i capoluoghi di regione ed entro sei anni il 99% della popolazione in Italia. Il piano prevede inoltre l'avvio di un percorso per adeguare entro il 1° gennaio 2030 i limiti elettromagnetici italiani a quelli europei di 61 V/m. Viene infine auspicata una riallocazione delle frequenze e una nuova distribuzione delle bande 900, 1800, 2100 MHz e 3,4-3,8 GHz tra i quattro operatori mobili. "Il 2029 è un'occasione per garantire una concorrenza sana tra tutti gli operatori", ha concluso Levi, confermando l'interesse di Iliad a partecipare a tutti i tavoli di confronto sul tema. Del resto, ci sarà di che discutere.

