"Così la guerra all'Iran può diventare più complicata"

Scritto il 06/03/2026
da Chiara Clausi

“Pechino e Mosca non giocheranno un ruolo di primo piano in questo conflitto contro l’Iran. Ma se le forniture di energia continueranno a essere tagliate nella regione la situazione in Medio Oriente diventerà ancora più complicata”. È l’avvertimento di Brian Katulis, analista al Middle East Institute, al Center for American Progress e co-direttore del Liberal Patriot. Katulis per oltre un decennio, ha fornito consulenza ad alti responsabili politici statunitensi in materia di politica estera. Vanta decenni di esperienza di vita e lavoro in Medio Oriente, dove ha instaurato rapporti di fiducia e sicurezza con i massimi dirigenti del governo, dei media, della sicurezza.

Verrà coinvolta la Nato nella guerra con l’Iran?
La Nato è improbabile che venga coinvolta direttamente nel conflitto contro l’Iran. Questo per due ragioni. Innanzitutto, è abbastanza preoccupata della guerra della Russia contro l’Ucraina e il proprio sforzo militare è impegnato lì. Secondo: in questa fase saranno coinvolti Stati Uniti e Israele e più probabilmente alcuni degli Stati arabi che hanno sofisticati hardware. Bisogna però osservare con attenzione la Turchia che è un membro della Nato e ha subito già una sorta di attacco.

Con la probabile elezione del figlio di Ali Khamenei Mojtaba nel ruolo di nuova Guida Suprema cambierà qualcosa nella Repubblica islamica?
Non è chiaro, anche se venisse eletto Mojtaba, quanto riuscirebbe a rimanere al potere. La situazione fondamentale ora è che la leadership iraniana è sottoposta a una grande tensione. La vera domanda è: quanto tempo riuscirà a resistere dall’inizio dell’attacco e della guerra?

Quanto potrebbe durare il conflitto in base alle disponibilità militari di Washington e Teheran?
Non ci sono stime accurate di quanto potrà durare questa guerra. Soprattutto perché non c’è chiarezza sull’obiettivo finale di Stati Uniti e Israele e siccome esiste questa incertezza non è prevedibile se durerà giorni, settimane o mesi.

In che modo i curdi parteciperanno al conflitto?
Non è prevedibile con quale consistenza le forze curde parteciperanno alla guerra, partendo dal nord dell’Iraq, e non si conoscono ancora quali potrebbero essere le conseguenze per la stabilità della regione, ma lo scenario è molto preoccupante.

Qual è l'obiettivo strategico degli Usa?
Washington non ha un vero e coerente obiettivo strategico, sebbene lo staff di Donald Trump abbia chiarito che sarebbe quello di fermare l’Iran dall’essere una minaccia per la stabilità regionale. Ma non è stato ben definito dal presidente americano se si vuole anche un regime change, annullare il programma nucleare, quello missilistico e la capacità del regime di Teheran di dare sostegno al terrorismo.

E invece quale potrebbe essere il fine di Israele?
E’ probabile che lo Stato ebraico miri di più a un regime change e che veda alla guida del nuovo stato il figlio dell’ultimo scià Reza Pahlavi affiancato da qualche esponente dell’opposizione, ovvero un governo che sia meno ostile a sé, a Israele.

Quale sarà il ruolo di Cina e Russia in questa crisi?
Pechino e Mosca non giocheranno un ruolo di primo piano in questo conflitto, ma se le forniture di energia continueranno ad essere tagliate nella regione la situazione in Medio Oriente diventerà ancora più complicata.