“Si tratta di un gesto orribile, che condanno nel modo più assoluto e che non da oggi, suscita in me solo raccapriccio e orrore, anche perché la violenza è un insulto alla memoria della Brigata ebraica”. Così Davide Romano, direttore del Museo della Brigata ebraica di Milano, commenta la notizia del fermo di un giovanissimo, che sarebbe responsabile degli spari del 25 aprile al Parco Schuster e che si dichiara appartenente alla Brigata ebraica.
“Non conosco questa persona, non ne ho mai sentito parlare e non ha nulla a che fare con noi – chiarisce Romano – La nostra è una realtà milanese, che ha piccole diramazioni, a Parma e in poche altre realtà, ma a Roma non esiste una rappresentanza ufficiale nostra. Attendiamo quindi serenamente tutti i dettagli e ringrazio le forze dell’ordine che hanno agito con la consueta efficienza e rapidità”.
Romano ha quindi diffuso un comunicato stampa: “Siamo venuti a conoscenza dagli organi di stampa del fermo di Eithan Bondi che sarebbe l’autore dell’episodio violento commesso a Roma il 25 aprile”. “La Brigata Ebraica – si legge - ribadisce con forza di non conoscerlo, non avere tra i suoi membri persone che rispondano a questo nome. Sottolinea anche di non aver alcun rappresentante né iscritto nella città di Roma”. “Provo orrore e condanno nella maniera più risoluta, e senza alcuna giustificazione, chiunque si permetta di usare il nome della Brigata Ebraica per compiere atti di violenza”, dichiara Romano.
“La Brigata Ebraica ha combattuto per la libertà e la dignità umana. Strumentalizzarne il nome per giustificare o coprire comportamenti violenti è un oltraggio alla sua memoria e a tutti coloro che si sono sacrificati sotto quella bandiera”. “Ringraziamo di tutto cuore le forze dell’ordine per aver agito con tale rapidità – conclude - La loro prontezza è un segnale importante e un messaggio chiaro: certi atti non devono essere tollerati”. “Ci riserviamo inoltre di adire a vie legali – aggiunge - contro tutti quelli che usano e useranno il nome della Brigata Ebraica per accostarlo a questo atto vergognoso. La violenza non ha mai fatto parte dei nostri valori e non li rappresenterà mai”.

