I riformisti “scongelano” Paolo Gentiloni e mettono paura a Elly Schlein. A Roma, in piazza Venezia, alla Sala Europa, l’ex commissario Ue inizia la cavalcata verso le primarie del campo largo. La riunione dei riformisti del Pd è al completo.
“Finalmente Paolo esce allo scoperto” ammette al Giornale uno dei promotori dell’iniziativa. La settimana scorsa, in occasione del lancio ufficiale della rivista Rinascita, Goffredo Bettini ha messo sul tavolo l’ipotesi delle primarie per scegliere il leader del centro-sinistra. La legge elettorale, all’esame del Parlamento con l’indicazione, prima del voto, del candidato premier, impone l’individuazione di una premiership per le coalizioni.
Ecco che arriva la prima mossa dei riformisti: un evento sull’Europa, tra i dossier che più segnano le differenze tra Schlein e l’area filo atlantica. Apre Graziano Delrio, chiude Lorenzo Guerini. Nel mezzo, l’intervista all’ex premier Paolo Gentiloni. È la triade che si prepara a sfidare il posizionamento pro-pal del Pd. Nei panel sono arruolati tutti i big dei riformisti. Da Pina Picierno a Giorgio Gori. Si parla di Europa, di guerre e scenari futuri. Ma l’obiettivo è quello di contarsi.
Lorenzo Guerini, anima del correntone dei riformisti, interpellato dal Giornale tiene basso il tiro e allontana scenari di guerra alla segretaria: “Iniziamo un ragionamento di politica internazionale” dice al Giornale. Non vuole sentir parlare di correnti e resa dei conti. “Di fronte a quello che sta succedendo, il salto di qualità dell’Europa è necessario. Cooperazione rafforzata, superamento dell’unanimità difesa comune. Senza paure, senza reticenze. Io non vedo altro compito così decisivo per i progressisti e i democratici europei. Con tutte le responsabilità che discendono a partire dagli investimenti necessari in sicurezza e difesa” - argomenta l’ex ministro della Difesa.
La rimpatriata riformista è anche un’occasione per capire chi sono i disertori. All’appello hanno aderito i gentiloniani Filippo Sensi e Lia Quartapelle. Ormai, non vengono più annoverati tra gli avversari della segretaria l’ex presidente della Regione Emilia Stefano Bonaccini e Paola De Micheli. Paolo Gentiloni resta la carta più solida per i riformisti da giocare alle primarie. Un profilo che raccoglierebbe consensi anche fuori dal Pd. Se si pensa alle simpatie tra il Movimento e tra le file di Italia Viva.
Ma non è l’unico nome che gira nella galassia moderata e riformista. La sinistra Pd (Franceschini) accarezza l’idea di Franco Gabrielli. Tra i civici spuntano i sindaci di Napoli e Genova che sono quelli con maggior chance. Anche se Silvia Salvis, primo cittadino di Genova, è considerata tra i papabili per il dopo Schlein alla segreteria dem. Resta in campo, con quotazioni altissime, Gaetano Manfredi che potrebbe unire un’area molto ampia che va da Bettini a Renzi.

