Un potere che discende dal diritto di Grazia dei sovrani assoluti, i re che avevano in mano la vita e la morte dei sudditi. Ora molto è cambiato. Ma nell'ordinamento repubblicano il potere del capo dello Stato di annullare le pene inflitte dai tribunali, esercitato da Sergio Mattarella per graziare Nicole Minetti, continua ad essere esercitato in una zona grigia dove gli spazi di autonomia concessi al Presidente sono discussi da sempre. E non a caso la grazia alla Minetti non è stata l'unica a venire criticata.
Il caso più eclatante, come è noto, fu quello della grazia concessa da Giorgio Napolitano a Ovidio Bompressi, autore materiale dell'omicidio del commissario Calabresi. L'iter di grazia avviato dal predecessore Ciampi si era fermato per il fermo rifiuto del ministro della Giustizia, il leghista Roberto Castelli, di controfirmare il decreto. Intervenne la Corte Costituzionale, Napolitano divenne presidente, firmò il decreto e Bompressi venne scarcerato. Ma anche da quello scontro nacque l'esigenza di mettere paletti alla libertà di scelta del presidente. La Consulta stabilì che la grazia può essere concessa dal presidente solo per "eccezionali e straordinarie ragioni di carattere umanitario, escludendo tassativamente la concessione di provvedimenti clemenziali per ragioni politiche o a causa mista". Tutto chiaro? No, perché sia Napolitano che Mattarella hanno continuato a dispensare provvedimenti di clemenza in cui la ragione politica era certo prevalente su quella umanitaria, e non a caso suscitarono (da una parte o dall'altra) roventi polemiche: è il caso della grazia concessa da Napolitano a Alessandro Sallusti, all'epoca direttore del Giornale, condannato a pena detentiva per reati di stampa; o del provvedimento firmato sempre da Napolitano per evitare il carcere a Joseph Romano III, comandante della base Usa di Aviano, condannato per il sequestro Abu Omar. Questo provvedimento di Napolitano segnò la strada seguita anche da Mattarella che graziò altri due presunti complici americani del rapimento, il capocentro Cia di Milano Bob Lady e la agente operativa Sabrina de Sousa. Seguirono altre polemiche.
Di avere esercitato il suo potere per ragioni politiche - o meglio diplomatiche - Mattarella è stato accusato anche per il provvedimento a favore del terrorista altoatesino Heinrich Sebastian Oberleiter, graziato nel 2021 su richiesta del governo austriaco nonostante avesse partecipato a attentati sanguinari e non avesse scontato un giorno di carcere. E insomma la grazia concessa a Nicole Minetti sembra essere una di quelle emanate nel rispetto più scrupoloso delle indicazioni della Consulta: "eccezionali e straordinarie ragioni di carattere umanitario".

