Sinner "rullo compressore". Avanti a Madrid senza affanni

Scritto il 29/04/2026
da Giandomenico Tiseo

È ai quarti come due anni fa, ora sfida alla promessa Jodar. Salta la possibile semifinale con Musetti, eliminato in 2 set

Il tennis, a volte, sembra proprio avere un debole per le coincidenze. E quando il protagonista è Jannik Sinner, il confine tra desiderio e realtà si fa ancora più sottile. A Madrid l'azzurro torna nei quarti di finale come già nel 2024 superando il britannico Cameron Norrie con un netto 6-2, 7-5 in un'ora e mezza. Una partita gestita con autorità nel primo set e con un pizzico di brivido nel secondo, quando il numero uno del mondo si è fatto riprendere un break di vantaggio, salvo poi ritrovare lucidità e fluidità quando contava, come direbbero i puristi.

Il risultato? Numeri che iniziano a pesare: 25 vittorie consecutive nei Masters 1000, 20 in stagione senza sconfitte da Doha. Dal 1990, con l'introduzione del formato attuale, solo Roger Federer e Novak Djokovic hanno fatto meglio. Ma il bello arriva fuori dal campo. Perché Sinner, microfono alla mano, non si è limitato a commentare: ha espresso veri e propri desideri. Il primo ha il volto del giovane spagnolo Rafael Jodar: «Sarebbe interessante giocarci contro prima di grandi tornei come Roma o il Roland Garros. Si è adattato molto bene alle condizioni di Madrid, ma per me sarebbe utile anche per trarre delle conclusioni. È un giocatore molto promettente, con un potenziale enorme». Detto, fatto. Jodar ha regolato il ceco Kopriva (7-5, 6-0) e il confronto tra presente e futuro è servito, in programma non prima delle 16 di oggi sul Manolo Santana, lontano dalle insidie della sessione serale.

E qui entra in scena il secondo desiderio, quello più polemico legato agli orari: «È complicato programmare due partite che iniziano alle 20 perché non ci si può aspettare che durino solo un'ora e mezza. Giocare alle 23 e finire all'una o più tardi è troppo». Anche qui, richiesta accolta. A Madrid, almeno per ora, Sinner detta i tempi. E il calendario, curioso a dirsi, sembra ascoltare. Se da una parte c'è chi vede soddisfatte le proprie richieste, dall'altra c'è chi deve fare i conti con una realtà meno indulgente. Lorenzo Musetti si ferma agli ottavi, battuto dal ceco Jiri Lehecka con un doppio 6-3. Una sconfitta netta, in cui il toscano testa di serie numero 6 non è mai riuscito a imporre il proprio piano tattico: «Sono uscito troppo presto dallo scambio e ho giocato male le variazioni», ha dichiarato. Nessun alibi fisico: «Fisicamente sto bene, l'obiettivo finale è ovviamente Parigi. Roma mi dà tanta carica, l'energia del pubblico del Foro è unica». Parole che suonano come una promessa, ma anche come un'ammissione implicita: c'è un piccolo debito da saldare, tecnico e forse anche mentale, nei prossimi appuntamenti. La top-10, per ora, resta al sicuro. Roma e soprattutto Parigi saranno il banco di prova, quelli veri.