Non solo Esposito e Bonny, non solo l’attacco, più giovane e più forte. La fortuna di Chivu, o la bravura, è avere inserito in squadra due centrocampisti in più rispetto all’anno scorso. Sucic non c’era: ottimo acquisto, anche in prospettiva, perché l’impressione è che possa crescere ancora molto. Zielinski invece già faceva parte del gruppo, ma solo quest’anno ci si accorge che c’è. «Ero finito in terza fila, non giocavo mai.
Inzaghi aveva i suoi titolarissimi», ha detto un paio di mesi fa, con un po’ di veleno, ma senza molta memoria. Non ricorda per esempio i due seri infortuni muscolari che hanno dimezzato la sua stagione, impedendogli quella continuità che quest’anno invece ha trovato.
E qui sta la fortuna di Chivu. Poi però c’è anche la sua bravura, quello di averlo inserito proprio come se fosse un giocatore che prima non c’era, dandogli fiducia e sempre maggiori responsabilità. Il polacco non è partito titolare, nelle prime 7 giornate di campionato non lo è mai stato (51 minuti complessivi, altro che terza fila). Però stavolta stava bene, anzi gli infortuni sono capitati ai suoi compagni, si è impegnato, la condizione è cresciuta e dal rientro dalla seconda sosta per le nazionali, di fatto non è più uscito di squadra. Curiosamente, la sua parabola felice comincia a Napoli, proprio da dove, nell’estate 2024, era partito per Milano, a 30 anni e a parametro zero. Fuori Mkhitaryan nell’azione del rigore che poi costò caro anche a De Bruyne, dentro Zielinski. Da quel giorno l’Inter scopre che il polacco non era stato un acquisto sbagliato.
Centrocampista totale, capace di sostituire anche Calhanoglu, per quanto con caratteristiche differenti. Zielinski ha più corsa, ma meno interdizione, un buon piede, ma non quanto il compagno e in sua assenza lo ha sostituito anche dal dischetto (questo però era capitato anche l’anno scorso). La conferma che in pochi mesi Zielinski è diventato l’uomo in più si specchia nella formazione di domani: Calhanoglu è tornato disponibile, Mkhitaryan sta bene, ma dei 3 l’unico certo di giocare è proprio il polacco. Più probabilmente da mezzala, ma se all’ultimo Chivu non se la sentisse di rischiare Calhanoglu ancora a mezzo servizio, avrebbe l’alternativa bell’e pronta. In fin dei conti, è l’unico dubbio sulla formazione anti-Milan, per il resto già definita, con Pio e Thuram in attacco, Bisseck in difesa e Luis Henrique sulla destra.
Per Dumfries titolare ci vorrà ancora qualche settimana, 4 mesi di assenza sono lunghi da recuperare.
Zielinski, la riserva che si è cucita la maglia addosso
Scritto il 07/03/2026
da Gianni Visnadi

