“Se gli dai una coltellata diventa virale”. Fermata gang a Gioia Tauro per violenza su soggetti fragili

Scritto il 29/04/2026
da Francesca Galici

I 5 hanno tra i 20 e i 22 anni e per chi conduce le indagini la loro azione era sistematica, tanto da creare un clima di terrore nel territorio

“Se gli dai una coltellata questo video diventa virale”. È una delle frasi choc inserite negli atti dell’operazione “Marijoia” condotta dai carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro e della stazione di Melicucco. Al centro una banda di soggetti, di cui non è stata resa nota la nazionalità e l’identità, di età compresa tra i 20 e i 22 anni.

Le cronache parlano di baby-gang ma vista l’età abbondantemente adulta e maggiorenne, è difficile definire in questo modo un gruppo di persone che sono attualmente soggette a misure cautelari con l’ipotesi di reato di associazione per delinquere, sequestro di persona, atti persecutori, violazione di domicilio, fabbricazione e detenzione di armi - tra cui bottiglie incendiarie - e uccisione di animali. Sono in tutto 5 le persone oggetto di attenzioni da parte dei militari: 3 sono state destinatarie di misure cautelari agli arresti domiciliari e per altre 2 è stato disposto l’obbligo di firma. Quella frase, che probabilmente riassume il vuoto morale dietro i reati di cui vengono accusati i 5 soggetti, è presente in uno dei video sequestrati dai carabinieri, il che significa che il gruppo si filmava mentre agiva, aggravando la sua posizione.

Secondo quanto ricostruito, il gruppo avrebbe agito con modalità sistematiche, prendendo di mira persone fragili, trasformate in vittime di una sequenza continua di violenze, umiliazioni e soprusi. Non episodi isolati, dunque, ma un vero e proprio schema d’azione da parte del gruppo, capace di generare un clima di terrore e paura nel territorio, dove le loro scorribande erano note e segnalate da tempo. È servita un’indagine approfondita per mettere assieme tutti i tasselli di una grave condotta,che ha portato poi all’operazione che si è svolta questa mattina all’alba. Tra i fatti più gravi che sono stati segnalati c’è l'irruzione nell'abitazione di una delle vittime, convincendolo ad aprire la porta fingendosi militari del N.A.S. Alcuni dei soggetti indagati avrebbe simulato un controllo mentre immobilizzava la vittima al letto con delle manette, per poi picchiarlo e minacciarlo con una pistola puntata alla tempia.