Prima gli abusi, durati per anni, il coraggio di denunciare il marito per stalking. Poi la realtà che si capovolge: ora Nessy Guerra è stata condannata a sei mesi per adulterio. Accade in Egitto, dove a febbraio è stata emessa la sentenza della Corte d'Appello. A denunciare il tradimento della donna è stato proprio il compagno, Tamer Hamounda, lo stesso che in Italia tempo prima è stato condannato per violenza.
In questo balletto di vendette legali c'è anche una bambina di tre anni e mezzo, Aisha. "Ho paura di perderla, aiutateci" chiede Nessy. Contesa tra i genitori, la piccola rischia di pagare il prezzo più alto. È attualmente in corso anche il processo per il suo affidamento: una battaglia legale decisiva per il futuro della piccola, che al momento rimane bloccata in Egitto insieme alla madre a causa del divieto di espatrio. L'udienza per l'affidamento è fissata per il prossimo 3 giugno. La sentenza di ieri però cambia radicalmente lo scenario per Nessy Guerra, aprendo ora una fase estremamente delicata sul piano personale e giudiziario. "Il marito è un uomo che in aula, durante l'udienza, ha dichiarato di essere Gesù Cristo e di essere sulla terra per punirci - ricorda l'avvocato di Nessy, Agata Armanetti - Il problema non è solo che una donna finirà in carcere, il problema è che questa bambina di tre anni rischia di andare nelle mani di un uomo del genere". Nessy Guerra, 26enne originaria di Sanremo, si trova bloccata in Egitto dal 2021-2022 insieme ad Aisha. La donna aveva seguito il marito italo-egiziano con la speranza di costruire una famiglia, ma poi si è ritrovata in un incubo: ha denunciato anni di percosse subite dal compagno che, nonostante le condanne italiane, è riuscito a lasciare il paese e a tornare in Egitto, dove ha accusato Nessy di adulterio, un reato che in quel paese comporta severe pene. La strategia dell'uomo mira a sottrarle la figlia, bloccata con divieto di espatrio imposto dal padre. Nessy e la bambina, entrambe cittadine italiane, vivono nella paura, nascoste per proteggersi. A febbraio 2026, la donna era stata condannata in primo grado in Egitto. Da mesi disperati appelli per chiedere aiuto alle istituzioni italiane. "Sono prigioniera in casa per sfuggire al mio ex marito".
Il desiderio di Nessy è tornare in Italia con la figlia e lasciarsi alle spalle l'incubo. La Farnesina, attraverso l'ambasciata d'Italia al Cairo e la rete consolare al Cairo e Hurghada, segue "con la massima attenzione" il caso. "Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ne ha discusso direttamente con il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty, ribadendo la necessità di garantire pieno rispetto dei diritti della cittadina italiana e della minore".

