Emerge uno scenario drammatico dalle 13 pagine dell’ordinanza con cui il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto l’allontanamento immediato di Catherine Birmingham dalla casa famiglia di Vasto che, dallo scorso 20 novembre ad oggi, ha ospitato i tre fratellini del bosco di Palmoli. Come anticipato da Il Messaggero, nella relazione i giudici delineano un quadro di “forte criticità”, contestando alla mamma dei piccoli una condotta definita "ostativa", nonché la violazione dell’obbligo scolastico per i figli e una “eccessiva esposizione mediatica” della vicenda. Mentre il padre dei bimbi, Nathan Trevallion, viene descritto come una persona “collaborativa”.
Cosa contestano i giudici alla mamma dei bimbi
Secondo quanto riporta ancora il quotidiano romano, a pesare sulla decisione del tribunale sarebbe stato un episodio che vedrebbe coinvolti i tre fratellini e alcune educatrici della struttura. Nella fattispecie, si fa riferimento a una presunta aggressione da parte dei bambini a due operatrici, che sarebbero state colpite con alcuni “bastoni” ricavati dalla rottura di una persiana: una avrebbe riportato ferite al mento e alle mani. Inoltre, sarebbe stata messa a rischio l’incolumità di alcuni ospiti della casa famiglia, senza che la madre intervenisse per quietare i piccoli. Al contrario, la donna avrebbe puntato il dito contro il personale della comunità, si legge nella relazione. Sulla scorta delle criticità rilevate, i giudici hanno deciso di separare mamma Catherine dai figli che, come confermato dai legali dei coniugi Trevallion, nelle prossime ore saranno collocati presso un’altra struttura.
La lettera di Catherine alla tutrice dei figli
Agli atti del procedimento, c’è anche una lettera che la donna ha scritto alla curatrice e alla tutrice dei figli, poi depositata in tribunale. Nella missiva, pubblicata dal quotidiano Il Centro lo scorso 18 febbraio, Catherine si lascia andare ad un duro sfogo: “I miei figli vi hanno detto che sono infelici qui, che non gli piace, il maschietto ha parlato a nome delle sue sorelle, dicendo che questo posto è brutto. Vi hanno detto che vogliono tornare a casa, che gli manca il loro papà, i loro animali, i loro amici e la loro casa”. E ancora: “Come persone nominate per rappresentare questi bambini, - osserva la mamma dei tre fratellini - le loro richieste d’aiuto sono state ignorate, liquidate, non credute e purtroppo non è stata intrapresa alcuna azione in loro favore. Invece sono stati dati in dono zucchero, istruzioni e siringhe (si riferisce ai vaccini ndr). Bugie sul fatto che non mi sarei impegnata ad avere un insegnante quando ce ne andremo e le informazioni distorte e ingannevoli diffuse da questa struttura”.
Nelle righe successive, la donna racconta che le richieste dei figli sarebbero state ignorate o minimizzate: “Hanno subito isolamento, restrizioni alla libertà e privazione dei loro bisogni emotivi e fisici. Non potevano andare in bicicletta o stare vicino a me”. “Ho visto crescere in loro ansia, rabbia e tristezza, - continua - con comportamenti autolesionisti: rottura di oggetti, incubi terribili e rifiuto di lavarsi o vestirsi”. Pertanto, ritiene che la soluzione migliore per loro sarebbe quella di ricongiungersi il prima possibile con i genitori: “Ecco perché non posso affrontare le persone che non stanno facendo tutto il possibile e anche di più per aiutare questi bambini sofferenti, che subiscono danni irreparabili, a tornare immediatamente in sicurezza dai loro genitori”.