Le università del nostro Paese sono ormai diventate sedi politiche per i centri sociali e per i rappresentanti dei partiti più radicali della sinistra. Dilaga il pensiero unico, spesso imposto con la forza, che non lascia spazio ad altre correnti di pensiero alternative o anche solo moderate. Cambiare Rotta, organizzazione giovanile della Rete dei Comunisti, è riuscita a capillarizzarsi, ad attrarre a sé i piccoli gruppi dei collettivi per porli all'interno della sua area di influenza. Sembra avere particolare agio all'interno delle università del Paese, come dimostra quanto accaduto in queste ore a La Sapienza di Roma, dove sotto le loro insegne è stata affissa una targa in onore dei 32 militari cubani rimasti uccisi durante il raid americano per la cattura di Nicolas Maduro.
"Alla Sapienza affissa una nuova targa: onoriamo e ricordiamo i 32 eroi cubani caduti il 3 gennaio a Caracas, combattendo l'imperialismo USA e difendendo la rivoluzione con la vita. Il loro sacrificio non sarà dimenticato, e le studentesse e gli studenti di Roma gli rendono omaggio", si legge nel comunicato pubblicato sui social dall'organizzazione, al quale è stato allegato il video in cui viene svelata la targa nascosta dietro una bandiera cubana. "Dopo i gravissimi attacchi sul Venezuela il presidente Maduro rimane incarcerato, ma il popolo venezuelano è sceso in piazza per la sua liberazione immediata, per la difesa di un'alternativa sociale, un modello diverso di vita e una speranza di pace e di futuro che l'imperialismo vorrebbe cancellare", scrivono ancora da Cambiare Rotta.
"All'appello alla solidarietà internazionale abbiamo risposto nelle piazze, e ieri in Sapienza abbiamo posato 32 fiori per ognuno dei compagni disposti a dare la vita per difendere il processo rivoluzionario bolivariano", conclude il comunicato. Il registro linguistico scelto è significativo e ricalca fedelmente la retorica dei movimenti rivoluzionari del secolo scorso, utilizzando termini carichi di una precisa valenza ideologica come "eroi", "caduti", "imperialismo" e "processo rivoluzionario". Resta il grande nodo delle autorizzazioni: sono state concesse dal rettorato? Qualcuno ha dato il permesso a Cambiare rotta di affiggere quella targa o è un'iniziativa a mero scopo propagandistico che verrà immediatamente rimossa, ma valida per il tempo di un video che resterà a imperitura memoria sui social?